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Coda
lunga ed economia del web |
Coda lunga
L'espressione coda lunga,
in
inglese The Long Tail, è stata
coniata da Chris Anderson
in un articolo dell'ottobre 2004 su «Wired Magazine» per
descrivere alcuni modelli economici e commerciali come
p.es. Amazon.com o Netflix. Il termine è anche
utilizzato comunemente nelle scienze statistiche per
definire modelli di distribuzione della ricchezza o di
usi lessicali. In queste distribuzioni, una popolazione
ad alta frequenza o ampiezza è seguita da una
popolazione a bassa frequenza o ampiezza, che diminuisce
gradatamente (tail off).

La coda lunga, colore
giallo.
In molti casi, gli eventi poco frequenti o di bassa
ampiezza – la coda lunga, rappresentata dalla
porzione gialla della curva – possono cumulativamente
superare in numero o in importanza la porzione iniziale
della curva, di modo che presi tutti insieme
rappresentano la maggioranza. Anderson sostiene che i
prodotti a bassa richiesta o con ridotti volumi di
vendita possono collettivamente occupare una quota di
mercato equivalente o superiore a quella dei pochi
bestseller o blockbuster, se il punto vendita o il
canale di distribuzione sono abbastanza grandi.
Coda lunga
ed economia del web
Un dipendente di Amazon ha descritto la coda lunga
nei seguenti termini: «Oggi abbiamo venduto piú libri
tra quelli che ieri non sono affatto andati di quanti ne
abbiamo venduto tra quelli che ieri sono andati».
Analogamente, l’enciclopedia Wikipedia, pubblicata dagli
utenti della rete, conta un grande numero di voci di
bassa popolarità, che collettivamente generano piú
traffico rispetto al numero limitato di voci molto
popolari presenti in una enciclopedia convenzionale come
la Encyclopædia Britannica.
La coda lunga presenta implicazioni destinate a
influenzare la cultura e la politica. Ove i costi di
magazzino e distribuzione sono elevati, vengono venduti
solo i prodotti piú popolari. Ove al contrario la coda
lunga funziona, i gusti delle minoranze vengono
soddisfatti e gli individui hanno maggiore possibilità
di scelta. Nelle situazioni in cui la popolarità è
determinata dal minimo comun denominatore, un modello a
coda lunga può generare un miglioramento del livello
culturale della società.
La televisione ne rappresenta un ottimo esempio. Le
stazioni tv hanno spazi limitati, quindi il costo di
acquisizione di ciascuno spazio è elevato; le stazioni
pertanto scelgono programmi che garantiscono il massimo
ascolto. Tuttavia, con la crescita del numero di
stazioni tv e con la distribuzione dei programmi su
canali digitali, la scelta dei programmi tv aumenta e
con essa la diversificazione culturale. Alcune delle
aziende internet devono il loro successo allo
sfruttamento del principio della coda lunga nel loro
modello economico. Tra le grandi compagnie spiccano eBay
(aste), Yahoo! e Google (motori di ricerca), Amazon
(vendita al dettaglio) e iTunes Store (musica e podcast),
seguite da imprese minori quali Audible (audiolibri) and
Netflix (videonoleggio).
Spesso presentato come un fenomeno che investe
principalmente i rivenditori di prodotti di massa e
aziende che operano sul web, il modello coda lunga si
ripercuote anche sui produttori di contenuti, in
particolare su quelli i cui prodotti – per motivi
economici – erano tagliati fuori dai canali di
distribuzione pre-internet controllati dalle case
editrici, dalle case discografiche, dalle case di
produzione cinematografiche e dalle reti televisive. Dal
punto di vista dei produttori, la coda lunga ha generato
un fiorire di creatività in tutti i campi dell’ingegno
umano.
In occasione di un meeting nell’autunno 1994, cui
parteciparono tra gli altri Marc Andreessen (fondatore
di Netscape), e diversi membri dello staff di «Wired
Magazine», Ken McCarthy, pioniere del commercio su
internet e storico dei media, aveva affrontato il
modello coda lunga dal punto di vista dei produttori.
Dopo aver spiegato come l’industria mediatica
pre-internet basasse le proprie iniziative di
distribuzione e promozione su una filosofia economica
che privilegiava la sicurezza e non su criteri di
qualità o sulla potenziale durata della domanda,
McCarthy espose una dettagliata previsione dell’impatto
che – a suo giudizio – internet avrebbe avuto sulla
struttura dell’industria dei media, la quale si è in
seguito rivelata estremamente precisa, prefigurando
molte delle idee che avrebbero trovato espressione nel
popolare saggio di Anderson.
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