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Informaticamente Parlando
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Elenco Informaticamente Parlando


   Italia 45° nell'utilizzo dell'IT

Italia dopo Giordania, Lituania, Bahrein e Slovenia. Nella classifica del World Economic Forum (Wef) sulle capacità di sviluppo e utilizzo delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict), quest'anno siamo precipitati al 45° posto, arretrando di 17 posti rispetto al 2004.

Su 104 posizioni, insomma, l'Italia si piazza a metà classifica, preceduta da tutti gli Stati industrializzati e da Paesi (oltre a quelli già citati, fra gli altri, Tunisia, Emirati Arabi e Malta) che certo non possono vantare un sistema produttivo simile al nostro.

Eppure, nonostante l'Italia faccia parte del G7, in questa graduatoria sulla diffusione dell'Ict occupa una posizione di rincalzo. E questo, alla vigilia dell'apertura del Cebit, induce a riflettere sullo stato di salute del settore informatico e tecnologico.

Perché, come spiega il Wef (l'organismo noto soprattutto per il Forum di Davos), il sistema di valutazione utilizzato per stilare la classifica ha lo scopo di misurare "il grado di prontezza di un Paese o di una comunità per partecipare agli sviluppi dell'Ict". Detto in altri termini, la rivoluzione tecnologica ci sta passando a fianco e noi non siamo in grado di cavalcarla.

Nella prefazione al report, il presidente del Wef, Klaus Schwab, scrive che "il cambiamento tecnologico è sempre stato un motore della crescita economica". L'accelerazione conosciuta negli ultimi due decenni è stata straordinaria. E ha allargato il gap fra i Paesi più lesti nell'adattarsi ai mutamenti e gli altri. Noi, è evidente, stiamo restando indietro.

Nella graduatoria, la prima posizione è occupata da Singapore, che ha scalzato gli Stati Uniti, arretrati al quinto posto. Sul podio ci sono Islanda e Finlandia. Quarta la Danimarca, sesta la Svezia. Insomma, dopo una città-Stato si piazzano tutti Paesi del Nord Europa, vera e propria Mecca dell'hi-tech.

Il primo posto di Singapore è conseguenza dell'eccellenza in varie categorie, come la preparazione matematica e scientifica, i collegamenti telefonici e gli investimenti del governo nell'Ict. L'arretramento degli Usa, spiega il Wef, è dovuto alla crescita dei competitor più che a un peggioramento delle infrastrutture tecnologiche di Washington.

Gli Stati Uniti, infatti, conservano la leadership mondiale nel grado di preparazione delle imprese, nonché nella qualità della ricerca scientifica e delle scuole di business.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA CLASSIFICA DEL WORLD ECONOMIC FORUM

 

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