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    Il futuro di Internet

Il futuro di Internet per Berners Lee: un "Semantic Web" orientato all'Enterprise Application Integration

Che succederebbe se il Web fosse un unico, gigantesco database in cui convivessero sia i documenti leggibili dagli umani sia quelli interpretabili e provenienti dalle macchine (in particolare i sistemi informativi aziendali)?
Questo a grandi linee è la visione del futuro della rete secondo il padre del WWW, Berners Lee, direttore del World Wide Web Consortium (W3C), presentata recentemente all'attenzione della Royal Society.
Il Semantic Web, secondo il suo mitico ideatore, sarebbe utile tanto alle aziende, quanto ai privati. La riflessione parte dalla semplice constatazione che attualmente, la rete può essere vista come due famiglie distinte di dati trasmissibili: ovverosia i dati leggibili dall'uomo e quelli comprensibili alle macchine.
La differenza fra le due classi rende i dati dell'uno incomprensibili all'altro e viceversa. La visione del padre del Web è la seguente: deve essere possibile rendere tutti questi dati comprensibili contemporaneamente a chiunque.
L'idea che sta dietro a questa intuizione è il concetto di metadata, ossia i dati sui dati. Se associamo in modo ordinato ad una particolare informazione, informazioni aggiuntive (ad esempio per un testo su Internet: chi ha scritto o quando è stato scritto quel preciso dato) allora il dato stesso acquista un maggiore significato. Berners Lee va oltre e suggerisce che tutti questi dati aggiuntivi siano standardizzati mediante l'uso del framework RDF (basato su XML): se ciò avvenisse avremmo un esempio di un Semantic Data.
Il concetto di base è che le macchine a questo punto, attraverso RDF possono "capire" davanti a che tipo di dato si trovano e quindi possono sfruttarlo meglio.
Naturalmente, allargando la prospettiva, si giunge a quella che Berners Lee chiama EAI, ossia Enterprise Application Integration. "Dovunque ci sia una connessione di concetti comuni fra differenti applicazioni, allora diventa interessante connettere queste applicazioni insieme, in modo da metterle in relazione fra di loro e decontestualizzarle".
Berners Lee chiarisce meglio la sua visione concettuale di Semantic Web: "Implementando i prodotti basati sull'RDF le compagnie possono collegare fra loro documenti e dati che sono frazionati in differenti locazioni e mettere insieme i concetti correlati quando si analizzano le varie informazioni. "
Ovviamente Berners Lee si rende conto che tutto questo potrebbe anche essere fatto in altro modo. Infatti afferma: "Sicuramente risultati simili sono ottenibili anche senza il Semantic Web, per esempio, potrei semplicemente copiare ed incollare un dato che mi interessa dalla rete e poi fare manualmente i collegamenti alle varie applicazioni, ma in questo modo non useremmo certamente le potenzialità del Web al loro massimo livello".

 

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