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   Il mondo del software applicativo: abisso fra visioni future e dura realtà quotidiana

Articolo di Newsletter settimanale - N° 183 - 11 Settembre 2003, con RDS sponsor

Il mondo del software applicativo: abisso fra visioni future e dura realtà quotidiana

La visione più accreditata dei maggiori esperti internazionali circa il futuro del software applicativo è presto detta: tutto indica che nel breve termine avremo in circolazione un software completamente diverso dal tradizionale, sia per effetto della creazione di nuove soluzioni avanzate nel mondo del wireless e del mobile computing, sia per la necessaria sostituzione del software più fatiscente con nuove soluzioni di tipo web-based.
Grazie alle nuove architetture basate sui web service, i prodotti disponibili saranno sempre più ricchi di funzionalità, performanti, interdipendenti, integrati o integrabili fra aziende diverse; spesso saranno costruiti assemblando componenti acquistabili via Internet con carta di credito ed opereranno in un ambiente che renderà l'utente "più intelligente" e informato.
I vecchi moduli di programma con dimensioni "monstre", le mega-suite applicative, i sistemi di archiviazioni e database tracimanti di ridondanze (che impongono continue espansioni delle piattaforme hardware) si estingueranno al più presto come i dinosauri, sostituiti da prodotti flessibili e plastici, in grado d'adattarsi ad ogni esigenza o modifica.
L'attuale realtà è molto diversa, purtroppo. Nonostante l'espansione e la pervasività promessa dai nuovi prodotti di sviluppo, la spada di Damocle del passato che grava sugli sviluppatori software rimane sempre la stessa, anzi cresce in termini di peso (impatto) e di dimensioni (portata). Realizzare e far funzionare i sistemi informatici avanzati (che richiedono studio e investimenti), riuscendo a rispettare i vincoli concorrenziali imposti dal "time to market" e quelli economici (che impediscono adeguati test), entrambi imposti dal mercato appare ancora come una "mission impossible", riservata a pochi eletti.
Alcuni anni or sono si sviluppavano, per lo più, dei sistemi software partendo da zero ed in maniera assolutamente indipendente dagli altri. Il problema della valutazione e quello, più generale, del controllo di gestione dei sistemi software emerse immediatamente ma la scienza, la tecnologia e l'industria del software, nel loro insieme, non riuscirono mai a risolverlo completamente.
Nel 1998, cioè prima del boom di Internet e della applicazioni Web, un rapporto dello Standish Group mostrava che circa tre quarti dei progetti di una certa dimensione "sforavano" sia i limiti di budget sia i termini di consegna previsti oppure terminavano con notevoli ridimensionamenti dei requisiti originali previsti.
Implementare del software per supportare i megatrend del momento (e-business, mobile computing, Web, CRM, ERP, Business Intelligence, etc.) significa sottoporre le aziende ad uno sforzo ben superiore a quello che era richiesto negli anni passati. Esiste il ragionevole dubbio che coloro che operano nel settore ICT per far fronte alle esigenze dovranno aumentare ulteriormente i propri frenetici orari e ritmi di produzione, e, quand'anche riuscissero a farlo, la qualità del risultato sarebbe inevitabilmente scarsa per effetto del sovraccarico.
Questa evoluzione del settore ICT potrebbe trovare ostacoli nella carenza di tecnici, un fenomeno da sempre evidente che sembra non trovare soluzione in una nazione troppo orientata agli studi umanistici. Nonostante la elevata disoccupazione giovanile, molti segnali (negativi) emergono dal mondo della formazione, dove autorevoli testimoni (Rettori di Università, Direttori di Dipartimenti tecnici o scientifici), sostenuti nelle loro argomentazioni da incontestabili "numeri" statistici, avvertono preoccupati che un numero sempre minore di studenti decide di specializzarsi in informatica o nelle specializzazioni professionali collaterali. I giovani, in sostanza, hanno paura degli alti e bassi del mondo produttivo e tendono a preferire le lauree in legge, psicologia, materie letterarie, ecc.
Dulcis in fundo, schiere di professional senior che potrebbero fare una preziosa opera di formazione sia agli utenti che alle giovani leve, nel recente periodo sono stati espulsi dal settore dell'Information Technology a causa dei drastici piani di riduzione del personale provocati dalla crisi di interi settori della nostra economia.
Curioso, dunque, il contesto nel quale si dovrebbero sviluppare i nuovi rivoluzionari megatrend: a fronte di una tendenza inarrestabile verso sistemi software sempre più sofisticati in termini qualitativi e quantitativi, gli specialisti senior sono in fase di espulsione dal mondo del lavoro a causa della contrazione degli investimenti aziendali e contemporaneamente non si preparano in numero sufficiente le nuove leve sostitutive.


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